Un grande progetto di Housing sociale sugli immobili ex Ligresti di via Antegnati

«Sarà un intervento di qualità, che contribuirà a riqualificare l’intero quartiere», con queste parole Fabio Carlozzo, managing director di Investire Sgr, la società di gestione del risparmio committente dell’intervento di via Antegnati, ci accoglie nella

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«Sarà un intervento di qualità, che contribuirà a riqualificare l’intero quartiere», con queste parole Fabio Carlozzo, managing director di Investire Sgr, la società di gestione del risparmio committente dell’intervento di via Antegnati, ci accoglie nella sede di largo Donegani. Qui incontriamo anche l’architetto Giordana Ferri, direttore esecutivo di Fondazione Housing Sociale, il soggetto che segue l’intervento per la parte di sviluppo sociale: «Proprio per la complessità dell’intervento e per la volontà di realizzare immobili architettonicamente di qualità», ha spiegato l’architetto, «per il progetto Investire ha incaricato lo studio Barreca & La Varra, un gruppo di progettisti giovani, ma già con un’esperienza di alto livello avendo lavorato con Stefano Boeri in molti progetti, tra cui il nuovo Policlinico e il Bosco verticale. Vedrete, sarà un bel lavoro».

La storia dei cinque palazzi di via Antegnati è stata fin qui una storia tormentata di degrado e abbandono. Acquistati da Investire all’inizio di quest’anno da Residenze Visconti srl, che li aveva a sua volta acquistati dopo che erano passati più volte di mano, a seguito del fallimento di Fondiaria Sai della galassia Ligresti, i cinque palazzi, abbondonati dal 2011, erano divenuti rifugio di disperati e teatro di due morti di senza tetto. Gli immobili, originariamente progettati per ospitare attività produttive e terziario, come il resto di questo spicchio di Vigentino che si trova tra la via Ripamonti e la via Ferrari, nel maggio scorso hanno cambiato la propria destinazione d’uso in residenziale, creando i presupposti per la riqualificazione che ora sta per iniziare. «Siamo ormai prossimi alla conclusione dei lavori di strip out, ovvero di demolizione di tutte le parti degli edifici di ostacolo al nostro progetto, per lasciare in piedi solo gli scheletri degli immobili – continua Fabio Carlozzo –. Completate tutte le attività legate alla messa in sicurezza, demolizione e bonifiche dell’area e di parte degli immobili, entro ottobre inizieranno i lavori veri e propri di riqualificazione e costruzione. Con il Comune stiamo anche portando avanti i permessi di costruire per le opere di urbanizzazione, che prevedono un volume importante di lavori per la realizzazione dei sottoservizi, i cui primi scavi dovrebbero partire entro l’anno. Il termine per la consegna degli alloggi è fissato per fine 2019». Nonostante sia un “uomo dei conti” Fabio Carlozzo non nasconde entusiasmo per questo intervento – che non esita a definire un ottimo esempio di sinergie tra pubblico, privato e finanza – al punto di addentrarsi in dettagli architettonici: «Il progetto prevede la variazione altimetrica dei cinque edifici e la realizzazione di terrazzi che probabilmente verranno utilizzati, anche sulla base delle indicazioni degli abitanti. Sulla via Ferrari i palazzi saranno tutti da cinque piani, mentre verso l’interno, le altimetrie sono variate. Realizzeremo anche un secondo ingresso dalla parte opposta, verso il quartiere. I pianoterra degli edifici saranno completamente attraversabili e all’interno i cortili saranno tutti collegati, in un percorso in cui gli spazi privati, quelli pubblici, commerciali e di aggregazione interagiranno. Tutto intorno saranno messe a dimora piante e aiuole, così come all’interno del sistema delle corti».

Per quanto riguarda i numeri, l’intervento prevede la realizzazione di 500 alloggi in Classe A. Di questi 190, collocati nelle due palazzine verso Sud, sono destinati alla vendita convenzionata. Il resto dei 310 appartamenti, sarà destinato alla locazione a lungo termine, con diverse formule. I tagli dei locali andranno dai mono ai quattro locali, in modo da soddisfare tutte le esigenze, dai single agli studenti, dagli anziani alle famiglie numerose. Ci saranno poi spazi destinati a servizi per il quartiere per circa 2.500 mq, spazi commerciali per circa 2mila mq e infine gli spazi comuni, destinati agli abitanti del complesso edilizio. A questo proposito Investire e Fondazione Housing Sociale si stanno confrontando con un soggetto sociale di zona, specializzato in assistenza, anche sanitaria, a cui assegnare gli spazi pubblici. Contestualmente sono iniziati i contatti per attribuire le aree commerciali. L’idea alla base è sfruttare la vocazione agricola del territorio, attraverso realizzazione di mercati locali e agricoli. «Siamo in una fase di relazione molto intensa. La scelta degli operatori pubblici e privati da insediare, così come degli abitanti, è fondamentale per il successo di un progetto di housing sociale e richiede l’avvio di percorsi complessi e molto difficili, per i quali serve il contributo di tutti: Comune, Municipio, terzo settore, realtà produttive e, naturalmente, degli abitanti – spiega l’architetto Giordana Ferri, che segue per Fondazione Housing Sociale questa fase –. Insieme si deve costruire una comunità coesa, con il giusto mix sociale e la motivazione giusta per condividere spazi e attività. Dopo una selezione, che avverrà a partire dall’anno prossimo, circa sei mesi prima della consegna degli alloggi – continua l’architetto – inizieremo un percorso che dovrà portare in primo luogo a una conoscenza reciproca e, a seguire, alla definizione degli utilizzi degli spazi comuni. Per fare degli esempi, in altri interventi gli inquilini hanno proposto e realizzato sale polifunzionali, con cucine, spazi di coworking e proiezioni, in altri ancora attrezzerie per piccoli lavori, orti pensili e biblioteche. In molti casi gli stessi inquilini si sono poi costituiti in associazioni o comitati proprio per gestire al meglio gli spazi e le iniziative. E questo, oltre a dare qualità all’abitare, getta le fondamenta per la nascita di una comunità coesa». Ma come ci si può candidare per fare parte dell’housing sociale di via Antegnati? L’invito dell’architetto Ferri e del direttore Carlozzo è stato: «Andate sul sito www.fhs.it e iscrivetevi alla newsletter di Fondazione Housing Sociale – rispondono Ferri e Carlozzo –. Periodicamente informiamo gli utenti delle attività della Fondazione, quando si potranno avanzare le candidature per Antegnati sarà reso noto. Presto poi sarà realizzato un sito dedicato all’intervento, in cui si potranno reperire tutte le informazioni».

Adele Stucchi

Cos’è l’Housing sociale

L’Housing sociale è una modalità innovativa di fare residenze, che ha come obiettivo creare benessere sociale e integrazione tra diversi soggetti, attività e servizi, con particolare attenzione a quelle categorie di persone che patiscono un disagio economico o sociale. Gli strumenti sono un’attenta selezione degli abitanti, sulla base di un equilibrato mix sociale; un’architettura che favorisca condivisione e integrazione, il coinvolgimento nella definizione e gestione degli spazi pubblici. Esempi significativi sono visitabili negli interventi “Cenni di cambiamento” (www.cennidicambiamento.it) e “Borgo sostenibile” (www.borgosostenibile.it)

A.S.

Investire Sgr e il Fondo Immobiliare di Lombardia

Investire Sgr è una società di gestione del risparmio che gestisce un patrimonio di oltre 7 miliardi di euro distribuito su 39 fondi immobiliari di diversa tipologia. Tra questi c’è il Fondo Immobiliare di Lombardia – Comparto uno, un’estensione del Fondo Abitare Sociale 1, operante in Lombardia dal 2006 ed è stato sottoscritto, oltre che dal Fia (Fondo Investimenti per l’Abitare), da Fondazione Cariplo, Regione Lombardia, gruppi bancari, assicurativi e immobiliari e da Cassa Depositi e Prestiti. Il Fondo sta sviluppando interventi a Milano, compreso quello su via Antegnati, per circa 2mila alloggi e in altre città della Regione.

A.S.

(Ottobre 2017)

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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