Un laboratorio alla ricerca della parola, della frase o della sensazione che non abbiamo fatto in tempo a fermare

Siamo abituati ad andare veloci, velocissimi. Almeno Nevicasse prevede una serie incontri dove concedersi il lusso di pensare alle cose senza fretta ma soprattutto di ripensare alle cose. Tornarci sopra. Tornare sul luogo del delitto.

Siamo abituati ad andare veloci, velocissimi. Almeno Nevicasse prevede una serie incontri dove concedersi il lusso di pensare alle cose senza fretta ma soprattutto di ripensare alle cose. Tornarci sopra. Tornare sul luogo del delitto. Riguardarsi intorno alla ricerca del dettaglio che non avevamo considerato. Si lavorerà sulla parola, sulla frase, sulla sensazione che ci era sfuggita.
 
𝗠𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗮𝗴𝗼 𝗲 𝗳𝗶𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗸𝗶𝘁 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘃𝘃𝗶𝘃𝗲𝗻𝘇𝗮
Ogni partecipante avrà un maglione che alla fine dei giorni dovrà uscirne “cambiato”.
 
Il laboratorio prevede 2 momenti di lavoro:
𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝘂𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘃𝗼. Interviste ed esercizi utili a stimolare riflessioni e temi da sviscerare. Cercheremo di scoprire cosa stiamo facendo nella vita, in che luogo abitiamo, come lo abitiamo e cosa ci anima. Quali sono le nostre passioni, quali passioni abbiamo messo via chiuse in un cassetto, quali sono le cose che ci fanno ridere e cosa vorremmo raccontare. I partecipanti dovranno attraverso una serie di stimoli e piccoli esercizi individuare il proprio Almeno Nevicasse e connettersi con il proprio mondo interiore.
𝗣𝗼𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼. Una sorta di rito intorno ad un tavolo. Racconti, storie, parole che prenderanno vita. Un manufatto che parlerà e racconterà qualcosa. Osservare attentamente i gesti, le pause, i tic, le mani che si muovono e come si muovono. Raccontare, far sapere, mettere al corrente gli altri di come abbiamo vissuto le nostre vite fino a questo momento. Come nell’immaginario comune staremo intorno ad un tavolo ognuno con la sua opera da comporre. Messi insieme questi maglioni racconteranno una piccola storia. Fermare le parole, sottolinearne alcune. Le parole vanno e cambiano e cambiano aspetto e significato a seconda di come vogliamo farglielo cambiare.
La performance finale che andrà in scena sarà il frutto di un lavoro drammaturgico ispirato alle storie ed ai manufatti eseguiti durante i giorni. 𝗜 𝗺𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘂𝘀𝗰𝗶𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶. 𝗩𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗼𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶. 𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗹𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗳𝗶𝗹𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗱𝗮. 𝗦𝗮𝗿𝗮̀ 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼. 𝗦𝗮𝗿𝗮̀ 𝘂𝗻 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼. 𝗦𝗮𝗿𝗮̀ 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼. I maglioni verranno indossati e come opere viventi prenderanno vita. Andranno a completare la loro missione. Mescolarsi nel luogo e parlare.

𝗜nfo e prezzi

Il laboratorio è aperto a tutta la cittadinanza, sia a persone che frequentano il teatro, appassionati, attori/attrici di professione, sia a persone che non hanno mai calcato un palcoscenico, con un’età compresa tra i 20 e i 100 anni.
La partecipazione non richiede nessuna abilità specifica, solo la voglia di raccontarsi e mettersi in gioco.
I partecipanti dovranno portare uno o due maglioni usati. Verrà fornito un kit ad ogni partecipante con carta, penna, ago e fili.

Quando dal 6 al 9 febbraio, tutti i giorni dalle 14 alle 19 + 9 febbraio restituzione finale.

Costo 80 euro (da pagare anticipatamente tramite bonifico bancario)

Grazie al sostegno del Municipio 5, PimOff invita alla partecipazione gratuita persone disoccupate, o in cerca di prima occupazione residenti/domiciliate in Zona 5.

Posti limitati. Per info e iscrizioni segreteria@pimoff.it

 
 
Francesca Sarteanesi 
Fondatrice de Gli Omini, una delle compagnie più interessanti del panorama nazionale degli ultimi anni, Francesca Sarteanesi colleziona collaborazioni importanti, tra cui quella con Massimiliano Civica, con Fanny&Alexander e con Roberto Latini. Nel 2018 l’artista capisce di volersi rimettere in gioco, riappropriandosi della propria identità di attrice e performer. Nuova vita, nuovi lavori: crea una linea di maglioni-parlanti attraverso il laboratorio 𝐴𝑙𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑣𝑖𝑐𝑎𝑠𝑠𝑒 e il progetto teatrale 𝐵𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐵𝑒𝑠𝑡𝑖𝑎, dove si mette a nudo davanti alla platea, affrontando temi tutt’altro che comodi, quali il sesso, il dolore dell’abbandono, l’insoddisfazione esistenziale. Lo spettacolo 𝑆𝑒𝑟𝑔𝑖𝑜 le è valsa la nomination ai premi Ubu 2021 per l’interpretazione.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO