Presentato il progetto Urban Art per rinnovare i murales del Barrio’s in Barona

Presentato il 28 novembre scorso, al Teatro Edi in piazzale Donne Partigiane alla Barona, il progetto di Urban Art per sostituire i murales delle facciate del Barrio’s, realizzati nel 2013 2 ormai deteriorati dal tempo.Il

Presentato il 28 novembre scorso, al Teatro Edi in piazzale Donne Partigiane alla Barona, il progetto di Urban Art per sostituire i murales delle facciate del Barrio’s, realizzati nel 2013 2 ormai deteriorati dal tempo.

Il soggetto scelto, il genere femminile,vuole essere un racconto storico che abbracci tutto il mondo e il tema dei femminicidi. Nei libri di scuola si parla poco delle tante donne nella Resistenza, e l’arte di strada sui muri può contribuire a sviluppare un racconto storico per i ragazzi e le ragazze. Un  bozzetto dei nuovi murales di Piazza Donne Partigiane, deriva da un libretto della Rete “Non Una Di Meno”, dove si parla di Gina Galeotti, ufficiale di comunicazione delle formazioni partigiane, uccisa incinta proprio il 25 aprile del ‘45. Un altro , sulla facciata “internazionale”, riproduce donne attiviste in alcuni paesi del mondo: Angela Davis del Movimento Afroamericano,; Marielle Franco attivista brasiliana; Asia Ramazan Autar guerrigliera curda.

L’assessora alle Politiche sociali Rita Barbieri ha colto l’occasione per annunciare, nel 2020, un bando di Memomi (La Memoria di Milano), che collabora col Municipio 6 proprio per raccogliere e rico­struire i ricordi collettivi del quartiere, attraverso un progetto di istallazioni artistiche sui muri prospicienti il parcheggio, sempre del Barrio’s.

Durante il convegno il presidente del Municipio 6, Santo Minniti, ha ricordato i tanti luoghi della zona dove la street art è stata realizzata (sottopassi di piazza Maggi; saracinesche del mercato di via S. Paolino; Alzaia Naviglio Grande; sottopasso Ponte delle Milizie), sia dal pubblico che dal privato, come i murales su Guido Crepax, in corso di realizzazione grazie a due sponsor. Si tratta di una galleria urbana dedicata all’artista milanese, attraverso la “sua” Valentina che valorizzerà i muri intorno a via San Cristoforo, dalla ricicleria Amsa al ponte della chiesa sul Naviglio Grande.

L’incontro è stato organizzato dall’avvocato penalista Domenico Melillo, in arte Frode – street artist fin dal 1993 sui muri della Barona e autore dei murales in Piazzale Donne Partigiane –coinvolgendo diversi colleghi della Fondazione Forense. Frode ha commentato una serie di immagini: iniziando dai primi disegni realizzati sui vagoni della metro a New York ai lavori su spazi aperti legati a eventi come per Nelson Mandela, dalle lettere delle TAG fatte per far conoscere il proprio nome, al writing che, in comunione d’intenti con le istituzioni locali, vuole contribuire a migliorare le piazze.

Marco Marinucci, professore Ordinario di storia dell’arte, ha parlato di Leonardo da Vinci, del Cenacolo, primo dipinto su muro utilizzato come un foglio-mondo dove si proietta la vita. Poi dei grandi teli di Palazzo Ducale a Venezia realizzati da Tiziano iniziando la pittura parietale nel ‘500. Infine del “corpo della donna dipinta come musa, ma anche della donna come pittrice”, che sarà ripresa nella parete internazionale del nuovo progetto di Piazza Donne Partigiane.

 “Piazzale Donne Partigiane” è stato il tema che ha poi consentito agli avvocati presenti (Giuseppe Siniscalchi, civilista e artista;  Pierfrancesco Fasano, civilista), di intrattenere la platea sull’incontro tra il mondo dell’Urban Art,  la libertà d’espressione dei writers e i principi fondamentali della nostra carta costituzionale. Del ruolo sociale della Street Art nei processi di rigenerazione urbana che portano benefici a tutta la comunità e ai quartieri della città.

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