Angela Lanzi, “Vedi la bambina al centro”, storie e memorie che non si cancellano

Biografia di Angela Lanzi, pendolare dalla campagna cremonese a Cremona, Milano, Parigi, Londra e Seattle; viaggiatrice curiosa di persone ed esperienze.

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Le storie non raccontate si spengono e ciò che si tace rende silenzioso anche il mondo. Si può sintetizzare così il pensiero che attraversa le pagine del libro “Vedi la bambina al centro” di Angela Lanzi. Episodi e frammenti di ricordi del nostro passato restano stampati nella memoria a testimonianza di vissuti che non si cancellano. E la storia che l’autrice ha messo tra queste pagine è un intreccio di memorie e biografia, un lungo racconto che inizia nel Novecento. Angela Lanzi nasce negli anni ’40, in una famiglia contadina della bassa Cremonese, dove la terra era davvero avara di prodotti. Nella campagna trascorre i teneri anni della sua infanzia. Ultima di otto figli, cresce in una famiglia numerosa coi genitori e i nonni materni e paterni. “Mi affascinava il luogo sociale della cascina – scrive – mi incantavano i colori, i suoni, gli odori della natura intorno, l’erba che si muoveva come un’onda e il suo profumo dopo la falciatura. E i nidi sugli alberi e tutti gli animaletti che noi bambini andavamo a cercare lungo i fossi”. Dirà inoltre di avere avuto un’infanzia bella e selvaggia.

Arriva poi il tempo delle scuole, prima pendolare dalla cascina a Cremona e a Milano. Ha studiato Lingue e Letterature straniere a Milano, Parigi e Londra. Trova lavoro nell’editoria, lavoro che ha molto amato e che la porterà a muoversi tra Milano e Seattle. Lei, ex ragazza di campagna, ha navigato per il mondo, non ha trovato “porti chiusi”. Ma il suo cuore batte per Milano città mondo che le ha dato tutto: cultura, lavoro, ideali, amici, solidarietà.

Lanzi ha creato un intreccio fra l’autrice adulta, la bambina che fu, e i protagonisti che animano il libro. Così, si muovono in un gioco dinamico i compagni di giochi e di scuola, i genitori molto amati, gli insegnanti, i colleghi e le tante persone incontrate nei suoi viaggi di lavoro.

“È stata vita a tutto tondo – conclude Lanzi – mente e corpo, anima e cuore, verità e mito, conquiste e passi falsi, non si rinnega nulla, tutto è compreso. Ma era vita autentica nel momento più creativo della nostra esistenza, sulla soglia delle scelte fondanti fatte con ragione e sentimento. Per costruire qui e ora un percorso che resista ai terremoti, al flusso dei cambiamenti, al logorio dei sentimenti. E al nostro passare, lasciando dietro qualcosa di buono per chi viene dopo”.

I figli e i nipoti di Angela, temendo che tanta storia andasse perduta con l’andare del tempo, l’hanno sollecitata a raccontarla. E lei ha disegnato un affresco in cui fa entrare anche i lettori. Sì, ogni lettore, nel suo intimo, tiene in serbo un paese in cui vi ha trascorso l’adolescenza, un mondo da cui è partito per scoprire i misteri della vita.

Un libro da portare ad Anghiari alla “Libera Università dell’Autobiografia” dove vengono raccolti e conservati i libri che fanno la Storia.

Angela Lanzi
Vedi la bambina al centro
Ed. Tralerighe
Pag. 225;
13 euro.

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