Vendita o valorizzazione della scuola di Chiaravalle? Risponde l’assessore al Demanio Roberto Tasca. Il territorio avanzi proposte sostenibili»

Nei giorni scorsi il Consiglio comunale ha approvato il Pavi, (Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari), al cui interno c’è anche la ex scuola materna di Chiaravalle di via San Bernardo 19, il giardino e

Nei giorni scorsi il Consiglio comunale ha approvato il Pavi, (Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari), al cui interno c’è anche la ex scuola materna di Chiaravalle di via San Bernardo 19, il giardino e il Circolo Arci.

L’inserimento della scuola ha suscitato le proteste del presidente del Municipio 5 Alessandro Bramati, che in un post su Facebook ha accusato di non aver dato seguito a quanto “ipotizzato, un bando per l’affidamento dell’immobile per progetti che rispondessero alle esigenze di quel territorio”.

Ecco le risposte dell’assessore al Demanio Roberto Tasca, a cui la scuola è passata, dopo essere stata dismessa nel giugno scorso, perché con solo 3 preiscrizioni.

Assessore la ex scuola materna di Chiaravalle va in vendita quindi.

«Innanzitutto la scuola è stata messa nel Pavi, perché per legge noi dobbiamo procedere alla valorizzazione degli immobili. Se non lo facessimo la Corte dei Conti potrebbe chiedercene conto, configurando anche un’ipotesi di danno erariale».

Ma cosa significa valorizzazione per la ex scuola?

«La valorizzazione di quest’area può essere di carattere sociale e culturale o economica. Se non ci sono le prime, ci deve essere per forza la seconda. Sia per le ragioni di legge che le ho detto prima, sia perché non ci possiamo permettere, a maggior ragione in un momento come questo di grandi spese a sostegno delle difficoltà economiche di tutta la città, che le proprietà del Comune vadano a distruggersi progressivamente perché abbandonate e perdano valore o che il Comune debba spendere soldi per manutenerle».

Quindi in caso di un progetto di valorizzazione culturale o sociale la scuola uscirebbe del Pavi?

«La scuola se ci sono le condizioni per cui possa essere valorizzata esce dal Piano, deve però essere una progettualità che ha un interesse pubblico, perché questo è il punto fondamentale della gestione di tutti gli immobili».

Chi deve progettare e fare proposte di valorizzazione per quegli spazi?

«I passaggi per l’area di Chiaravalle sono, se il Municipio, nella persona del suo presidente, che molte volte sento parlare sulla scuola, con altre associazioni e realtà del territorio, ha una proposta di utilizzo e valorizzazione della scuola, noi siamo pronti a valutarla e, nel caso, a concedere l’immobile. Attenzione però, la proposta non deve contenere oneri per il Comune, ma deve essere in grado di autosostenersi e avere un proprio ciclo economico autosufficiente. Se la progettualità si limita solo ad alcune parole, io, per le ragioni che le ho detto prima, sono costretto ad alieneare l’immobile, per non pesare sulle casse del Comune».

E se non arriva alcuna proposta di valorizzazione?

«Dobbiamo procedere con la parte del Piano che prevede l’alienazione. Di certo terremo conto delle attività che si svolgevano nell’immobile, favorendo offerte di acquisto prevedono attività di carattere sociale».

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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