Venerdì 6 settembre, cena di quartiere e musica anni ’70 con Milanosud e Oklahoma

Al giardino della Comunità Oklahoma cena con un menù da quattro portate cucinato dai volontari delle due associazioni, “condito” da musica anni ’70, per ballare, divertirsi e stare insieme. Prenotatevi: i posti sono solo 70

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Il Bando Periferie non si ferma più. Dopo le serate di cinema e cene a tema che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, Milanosud e la Comunità Oklahoma ripropongono il venerdì 6 settembre, alle ore 19,30, presso il bel giardino della Comunità Oklahoma, un nuovo appuntamento, con un menù da quattro portate (vedi in fondo le pietanze) cucinato dai volontari delle due associazioni, “condito” da musica anni ’70, per ballare, divertirsi e stare insieme.

«In attesa di conoscere l’esito del Bando del Comune a cui abbiamo partecipato insieme a  Oklahoma e Pacta e che prevede nei prossimi mesi otto spettacoli teatrali nei cortili e nei posti più significativi del quartiere, accompagnati da buffet a tema non rimaniamo con le mani in mano  – ha affermato Maurizio Tosi di Milanosud, protagonista dell’organizzazione delle recenti iniziative – torniamo con la cena del 6 settembre, per rinnovare e rilanciare l’esperienza di condivisione che tanto successo ha riscosso in quartiere e ha fatto nascere amicizie e, soprattutto, ha contribuito a rendere ancora più vivo e incisivo l’attivismo civile e la partecipazione dal basso per migliorare i nostri quartieri e la nostra città».

La cena del 6 settembre prevede un contributo offerta di 20 euro, che servirà, al netto delle spese, per sostenere le attività di Milanosud e Oklahoma nel fare cultura, informazione, accoglienza e formazione per ragazzi in difficoltà.

Per prenotazioni: Comunità Oklahoma, via Baroni 228, Tel. 028264234 – mail segreteria@milanosud.it

 

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Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di dargli un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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