Via Pasinetti, finanziato il progetto di un edificio residenziale di 7 piani

Ha raccolto con un crowdfunding equity 2,71 milioni di euro in un mese, ulteriore segnale del grande interesse immobiliare che l’area Vigentino, Ripamonti, Porta Romana suscita in tutti gli investitori. Si tratta del progetto Pasinetti

Ha raccolto con un crowdfunding equity 2,71 milioni di euro in un mese, ulteriore segnale del grande interesse immobiliare che l’area Vigentino, Ripamonti, Porta Romana suscita in tutti gli investitori. Si tratta del progetto Pasinetti 4/8, posto nell’omonima piccola traversa che collega piazza Chiaradia con via Ripamonti, che prevede la demolizione degli edifici esistenti e la costruzione entro 32 mesi di un edificio residenziale di 7 livelli fuori terra e due interrati, con aree comuni e un giardino interno. Il progetto prevede la realizzazione di circa 65 appartamenti (20 monolocali; 16 bilocali; 17 trilocali; 10 quadrilocali; 2 plurilocali) 47 posti auto e 30 cantine. 

Al piano terra, rialzato di 1,20 mt, ci saranno i locali comuni e di rappresentanza, il cui utilizzo è riservato ai condomini: sala condominiale, delivery, palestra e deposito biciclette. La distribuzione delle unità abitative, in linea di massima, vedrà due appartamenti al piano terra, uno dei quali dotato di giardino privato; i primi tre piani saranno prevalentemente organizzati con monolocali e bilocali a mono-affaccio che prospettano verso la via pubblica e tramite ampie logge verso il giardino, mentre alle estremità dell’immobile saranno posti dei trilocali a doppio affaccio. Dal piano quarto in su troviamo invece gli appartamenti di maggiore dimensione tutti dotati di doppie logge. Infine i quattro appartamenti del sesto piano avranno dei terrazzi privati realizzati sulla copertura piana.

L’intervento è sviluppato da FCMA, progettato da Arassociati. Investimento previsto: 23,9 milioni di euro.

Rendering di Pasinetti 4/8.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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