Via subito per incapacità manifesta

Quello che sta avvenendo in Lombardia è qualcosa che va aldilà del bene e del male. Nessuno avrebbe mai preteso che la regione più popolosa d'Italia, con il flusso maggiore di persone da tutto il mondo e

Quello che sta avvenendo in Lombardia è qualcosa che va aldilà del bene e del male. Nessuno avrebbe mai preteso che la regione più popolosa d’Italia, con il flusso maggiore di persone da tutto il mondo e una metropoli come Milano potesse avere un tasso di infezioni e di morti da Covid confrontabile con quello della Basilicata o della Sardegna. Ma da qui ad avere il primato mondiale di morti e “feriti” ce ne passa eccome.

Il disastro della Lombardia va aldilà anche della politica, perché una così inequivocabile incapacità manifesta non ha colore politico, attiene all’inadeguatezza delle persone. 

E l’ultima “gag” dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, ovvero di colui che ha in mano la gestione dell’emergenza sanitaria, è la goccia che fa traboccare il vaso. Spiegare con accurato dettaglio che l’indice di contagio 0,50 significa che una persona per essere contagiata deve entrare in contatto contestualmente con due persone infette non è una frase infelice, non è un lapsus o un fraintendimento. È non avere la minima idea di ciò di cui si sta parlando. Neanche nel più scalcagnato dei bar si può sentire una simile imbecillità. E quando l’indice di contagio dovesse essere 0,2 che significa, gentile assessore? Che bisogna essere circondati da cinque infetti per essere contagiati?

Ma 16.000 morti (neanche nelle favelas di Bolsonaro) ti tolgono anche la voglia di fare ironia su questa macchietta di personaggio. Anche perché pensi che se questa strage non si è trasformata in un’ecatombe è solo perché alla fine Milano, sia pure gravemente ferita, sembra aver tenuto

Non so se sia stata fortuna, una amministrazione più competente o davvero per intercessione della “madonnina”, ma ha tenuto, salvando non solo la Lombardia, ma tutta Italia dal disastro completo.

Non ci sono parole, di fronte a tanta sconcertante incompetenza, per manifestare sdegno e rabbia. A questo punto l’unico parziale sia pur tardivo rimedio sono le dimissioni immediate di questo sconcertante signore.

Il video della conferenza stampa del 22 maggio, con la spiegazione dell’assessore Gallera dello R 0 (dal minuto 9,34)

🔴🔴🔴#CORONAVIRUS, ULTIMI AGGIORNAMENTI UFFICIALI DA REGIONE LOMBARDIA (22.05.20) In diretta con le notizie e i dati della giornata #ForzaLombardia 👉 www.lombardianotizie.online

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Pubblicato da Giulio Gallera su Venerdì 22 maggio 2020

La risposta del 23 maggio dell’assessore Gallera alle polemiche suscitate, dove sbaglia di nuovo (dal minuto 2,40)

MAMMA MIA CHE TRISTEZZA siamo circondati da personaggi in cerca di un riflettore che polemizzano sul niente – Rt e Ro sono concetti scientifici che ho spiegato in modo comprensibile ai lombardi !!! Dopo che tutti i lombardi hanno capito la malafede e la strumentalita’ delle vostre azioni politiche, delle vostre raccolte di firme, delle vostre mobilitazioni e dei vostri articoli vi siete ridotti a questo CI SAREBBE DA RIDERE SE NON FOSSE TUTTO PARTE DI UNA SQUALLIDA MESSINSCENA

Pubblicato da Giulio Gallera su Sabato 23 maggio 2020

Questo invece quanto affermato oggi, 25 maggio, dall’Università di Padova in merito alle dichiarazioni dell’assessore Gallera 

«Nella giornata del 23 maggio 2020 – ha detto Telmo Pievani -, Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha citato, come esempio per una dichiarazione riguardo alla pandemia di Covid-19, l’articolo “Rt inferiore a 1 in tutta Italia: cosa significa?” pubblicato il 7 maggio 2020 su Il Bo Live, il magazine online dell’Università di Padova.  Ringraziamo molto l’assessore Gallera per l’attenzione riposta nei confronti della nostra testata. Tuttavia teniamo a precisare che nell’articolo in questione riportiamo l’esempio statistico sulle modalità di diffusione del virus attraverso il parametro R0, riferendoci a una percentuale. Come recita l’articolo infatti: “Lasciamo parlare i numeri per maggiore chiarezza e supponiamo per esempio che, per un particolare agente infettivo, R0 sia uguale a 1,7: ciò significa che un gruppo di 100 persone malate può contagiarne 170 (100×1,7), queste 170 ne infettano altre 289 (170×1,7), queste a loro volta 491. E così via. Se invece R0 fosse uguale a 0,5, lo stesso gruppo di 100 individui ne contagerebbe 50, questi a loro volta 25 e così di seguito”. Nel pezzo, pertanto, non sosteniamo che con un indice di 0,51 siano necessarie e sufficienti due persone infette per contagiarne una sana».

Maurizio Tucci è nato a Potenza si è laureato in Ingegneria presso l’Università di Bologna e vive a Milano dal 1992. Lavora nel campo della comunicazione e della ricerca sociale. Ideatore e curatore dell'indagine "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani" realizzata annualmente dalla Associazione no-profit “Laboratorio Adolescenza”, di cui è fondatore, e dall’Istituto di Ricerca IARD. È Presidente della Associazione “Laboratorio Adolescenza” e membro del Consiglio Direttivo della dalla Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza. Giornalista e scrittore, collabora dal 1995 con il Corriere della Sera. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e saggi e ha scritto tre romanzi.

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