VIDEO – Computer donati ai ragazzi: Mario e gli altri volontari superano quota 1.300. E a marzo Moncler regala 3.590 tablet e portatili alle scuole milanesi

Lo sforzo della città per consentire ai ragazzi di affrontare in questi mesi la didattica a distanza è stato ed è poderoso. C’è la consapevolezza diffusa che se non si danno agli studenti gli strumenti

Lo sforzo della città per consentire ai ragazzi di affrontare in questi mesi la didattica a distanza è stato ed è poderoso. C’è la consapevolezza diffusa che se non si danno agli studenti gli strumenti informatici adeguati per studiare il diritto fondamentale all’istruzione viene negato, le differenze sociali aumentano ancor di più, intere generazioni rischiano di vedere drammaticamente ridotte le loro opportunità di crescita ed emancipazione.

In questo quadro due storie di questi giorni sono emblematiche di quella che è la parte migliore milanesità, fatta di solidarietà, impegno e creatività.

Mario, l’azienda e gli oltre 1.300 computer ricondizionati

La storia di Mario Donadio e dei computer usati da ricondizionare e poi donare ai ragazzi per studiare è iniziata a marzo, quando attraverso Facebook e poi Milanosud ha lanciato un appello: “Regalatemi i vostri computer usati, che io li sistemo e li do ai ragazzi che sono senza e non possono studiare”.  Un appello semplice, lineare, dove Mario si metteva, come sua abitudine in gioco in prima persona (e unica, a parte la moglie Elisabetta, sempre al suo fianco). Lui andava a prendere i computer usati, lui li sistemava, sempre lui li portava a chi ne aveva bisogno.

Da quell’appello, i computer hanno iniziato ad arrivare come se piovesse, così come gli aiuti. Prima da solo, poi con il sostegno della Pelligra Srl, l’azienda informatica nella quale lavora, di nuovi tecnici e volontari ne ha, al momento, recuperati circa 1.500 da privati, aziende ed università (in totale oltre 700 donatori). Uno per uno sono stati ricondizionati e consegnati ad associazioni e scuole, che li hanno a loro volta distribuiti. Attualmente sono 1.300 i computer made in Mario & Friends presenti in città. Il sogno di Mario? «Creare dei laboratori nei quartieri, delle specie di officine informatiche, in cui i device vengono rimessi a nuovo e al contempo i ragazzi acquisiscono competenze che gli serviranno sempre». 

Nella foto sopra Mario Donadio nel laboratorio della Pelligra con Marta Ferrari, a cui ha appena dato 5 pc e 5 tablet da distribuire a ragazzi che ne erano sprovvisti.

Moncler, quando la solidarietà scalda più dei piumini  

La Moncler donerà a inizio marzo ai 61 istituti comprensivi (a cui afferiscono ben 195 plessi scolastici) e alle scuole paritarie che hanno segnalato il loro fabbisogno, 3.590 dispositivi, di cui 2.171 notebook e 1.419 tablet, che potranno essere utilizzati dagli studenti per implementare l’uso, nell’ambito dell’attività didattica a scuola o a distanza, delle nuove tecnologie, la cui importanza è emersa con ancora più forza nell’ultimo anno.
I device saranno dotati dei relativi sistemi operativi e di connessioni con Sim dedicate che permetteranno una navigazione protetta per bambini e ragazzi. Ad usufruire della donazione saranno gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, ma anche i loro docenti.    
Per tutto il 2021, infatti, Moncler integrerà la fornitura delle apparecchiature elettroniche con un servizio di supporto tecnologico ed helpdesk, gestito dal Politecnico di Milano attraverso i suoi studenti e dedicato al corpo insegnante oltre che, in caso di specifiche necessità, agli alunni.    
Moncler offrirà inoltre, attraverso i professori dello stesso ateneo universitario, un percorso di formazione di 100 ore volto a supportare circa 80 docenti nella definizione di un modello formativo sempre più innovativo e integrato con le nuove tecnologie, contribuendo così al progetto per un valore complessivo di circa 2,1 milioni di euro.

Giornalista dello scorso millennio, appassionato di politica, cronaca locale e libri, rincorre l’attualità nella titanica impresa di darle un senso e farla conoscere, convinto che senza informazione non c’è democrazia, consapevole che, comunque, il senso alla vita sta quasi tutto nella continua rincorsa. Nonostante questo è il direttore “responsabile”.

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