Vie e piazze dedicate alle donne, a Milano su 4.250 ce ne sono solo 141 (in prevalenza madonne e sante)

A Milano su 4.250 strade (censimento 2019), 2.538 sono dedicate a uomini e solo 141 a donne, di cui 20 a Madonne, 23 a sante, martiri e beate, 4 a suore e benefattrici, 27 a

A Milano su 4.250 strade (censimento 2019), 2.538 sono dedicate a uomini e solo 141 a donne, di cui 20 a Madonne, 23 a sante, martiri e beate, 4 a suore e benefattrici, 27 a letterate, umaniste, solo due a scienziate (Marie Curie e Gaetana Agnesi), 14 a donne dello spettacolo e 7 ad artiste, 35 a figure storiche e politiche, 3 a imprenditrici, artigiane, 2 a figure mitologiche e letterarie, 2 a figure sportive, 2 a nomi femminili non identificati quali toponimi legati a tradizioni locali.

Nella zona di diffusione di Milanosud ci sono pochissime vie dedicate a donne, pur avendo costruzioni recenti e diversi nuovi agglomerati urbani, che però sono stati dedicati a cavalieri del 1500. Anche il rifiuto della proposta di dedicare la piazza senza nome del Gratosoglio a Brunella Gasperini (nella foto in alto), giornalista e scrittrice milanese, fatta dal Municipio 5, non ha tenuto conto di questa disparità, nonostante fosse appoggiata da molti cittadini e associazioni, tra cui l’associazione Toponomastica femminile.

Come è possibile cambiare questa situazione, espressione di un atteggiamento discriminatorio consolidato? Per avere delle idee a questo proposito abbiamo intervistato Nadia Boaretto, referente della associazione Toponomastica femminile a Milano: «Posso dire che il nostro migliore risultato è la rete che abbiamo creato con la Casa delle Donne, Non Una di Meno, Unione Femminile Nazionale, Fondazione Kuliscioff, Milanosifastoria, Iris, i comitati di zona, le social street, il Comitato Milanese Acquapubblica, Donneinquota e altre realtà territoriali. Solo unite e coinvolgendo la cittadinanza, si possono scardinare situazioni di stallo nel valorizzare le donne anche nella toponomastica; Milano rispetto ad altre città italiane non ha una Commissione di toponomastica e neanche un regolamento».

Toponomastica femminile, è stata fondata nel 2012 da Maria Pia Ercolini, già docente di Geografia a Roma, e da allora la presidente conduce un gruppo di ricerca che edita libri, cura censimenti, sollecita le istituzioni affinché strade, piazze, giardini e spazi urbani in senso lato, siano dedicati a donne. Dal censimento toponomastico nazionale condotto dal gruppo di studio, risulta che la media di strade italiane intitolate a donne vada dal 3 al 5% (in prevalenza madonne e sante), mentre quella delle strade dedicate agli uomini si aggiri sul 40%.

«Abbiamo constatato questo gap e ci siamo attivate su tutti i fronti a livello nazionale, occorre ampliare la consapevolezza culturale del ruolo delle donne in tutti i campi e la toponomastica è un modo fondamentale per tenere viva questa attenzione a livello civico», dice la vicepresidente nazionale Danila Baldo che è anche referente del gruppo lodigiano. «A Lodi abbiamo appena concluso una lunga battaglia per ottenere un’intitolazione per Maria Montessori. Facciamo iniziative rivolte sia alla scuola sia all’intera cittadinanza, attraverso concorsi e corsi di formazione, mostre fotografiche e documentarie, convegni e conferenze, performance e salotti letterari, itinerari turistici in ottica di genere e pubblicazioni».

L’associazione fa parte della Rete per la Parità e dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio e la promozione delle iniziative educative e formative del Miur sui temi della parità tra i sessi e della prevenzione alla violenza; collabora e stipula convenzioni con atenei, centri studi, istituzioni, associazioni, gruppi di ricerca, testate giornalistiche; è presente nelle commissioni toponomastiche di alcune grandi città italiane e ha esteso la sua azione in ambiti internazionali, ricevendo attenzione dai media europei ed extraeuropei, e riconoscimenti dalle istituzioni comunitarie.

Alcune recenti pubblicazioni sono un volume illustrato intitolato “L’abbecedario degli stereotipi di genere” (di Graziella Priulla, Giusi Sammartino, Marika Banci) e l’e-book “Le madri fondatrici dell’Europa” (di Maria Pia Di Donno). Promuovono e coproducono anche video con altre associazioni per le scuole, come in occasione dell’8 marzo, il video sulle 38 emigrate italiane che perirono nell’incendio della Triangle Shirtwaist Company di New York il 25 marzo 1911. Di recente a Milano è stata dedicata una strada ad Alfonsina Strada, al secolo Alfonsa Rosa Morini (1891-1959), prima donna a partecipare al Giro d’Italia e a Rita Levi di Montalcini a Mind, il quartiere più innovativo della città (nella foto sopra la posa della targa della via). «Ma ci adoperiamo, come Gruppo Milano dell’associazione, perché anche giardini siano dedicati alle donne. Infatti le nostre attuali battaglie sono queste: vorremmo che ai Giardini Guastalla fosse dedicato un vialetto a Giovanna Lombardi che era una ‘piscinina’, che un giardino in centro fosse dedicato a Ersilia Bronzini Majno e che, in via dei Ciclamini, un giardino sia dedicato a Antonietta Biffi; inoltre per il famedio abbiamo sempre presentato nomi di donne e ad oggi di recente sono stati accettati i nomi ad esempio di Franca Valeri, attrice; Maria Perego, artista dell’animazione; Grazia Nidasio, fumettista; Claudia Artoni, psicoanalista. C’è ancora moltissimo da fare! Chi vuole può associarsi e sostenere le nostre battaglie perché troppe donne ancora oggi sia nei libri di storia che nella cultura sono rimaste dimenticate, pur avendo dato contributi importanti alla Società non solo in Italia ma anche a livello europeo e internazionale. Sono esempi concreti che le scuole e i cittadini devono conoscere».

L’associazione nel 2019 ha anche vinto un premio del Comitato economico e sociale europeo (CESE) ed ha un Gruppo Giovani molto attivo.

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