Volontari, guidati da Mercedes e Vito, adottano il Lago di Mezzetta, a Trezzano, nel Parco Sud

In 5 giorni di lavoro circa 80 volontari puliscono gli spazi intorno al Lago di Mezzetta, nel cuore del Parco Agricolo Sud. Un cava abbandonata, che la falda idrica altissima ha trasformato in un vero

Volontari puliscono il Lago di Mezzetta, Volontari, guidati da Mercedes e Vito, adottano il Lago di Mezzetta, a Trezzano, nel Parco Sud

Nel cuore del Parco Agricolo Sud, tra Trezzano e Milano, c’è un’oasi abbandonata. È il lago Mezzetta, una vecchia cava per l’estrazione della ghiaia, che, come per molte cave della bassa pianura lombarda, la falda idrica altissima ha trasformato in un vero e proprio lago, circondato da un grande bosco cresciuto negli anni di abbandono.

“Vieni a rendere questo lago, chiuso da 20 anni, un paradiso fruibile per tutti. Lavoreremo insieme per renderlo più bello …”.

Questo l’invito al campo di lavoro organizzato nella prima settimana di agosto da Mercedes Mas Solè e Vito Petita, dell’associazione Salvambiente e Parco Sud, per pulire i sentieri ricoperti di rovi, sistemare gli argini e eliminare i ruderi. Ma come è nata l’idea?

«Per iniziare a capire le potenzialità dello spazio – ci spiega Mercedes Mas Solè – prima ancora di avere il comodato, abbiamo chiesto al proprietario di quest’area una convenzione temporanea per organizzare un campo di lavoro. Volevamo dimostrare che dietro al nostro progetto c’è gente disposta ad investire tempo e energia. Un pensavamo fosse un azzardo – confessa Mercedes – e temevamo di essere dei visionari, invece nei 5 giorni del campo, sono passati circa 80 volontari».

«Il progetto di recupero di questo polmone verde scarsamente utilizzato ci e venuto in mente 4 – 5 mesi fa – le fa eco Vito Petita –. Abbiamo preso allora contatti con il proprietario, il sig. Tabassi, persona molto sensibile all’ambiente, che ha accolto con favore la nostra proposta di una concessione in comodato duratura per fare un lavoro di riqualificazione dell’area. Così – prosegue Vito –abbiamo cominciato a coinvolgere altre associazioni: l’associazione Parco Sud, la ditta autogestita Rimaflow, l’associazione Salvambiente e la Protezione Civile di Corsico e Trezzano. L’idea era di rendere fruibile questa parte di cava, per poi collegarla a sud con il Parco Centenario di Trezzano e a ovest con il Parco di Muggiano, con i famosi fontanili a ferro di cavallo, e creare un percorso fino al Parco delle Cave di quasi 17 km. Ora contiamo di organizzare un’apertura settimanale per fare visite guidate e spiegare l’ecosistema di queste cave».

«Bisognerà però trovare dei mezzi meccanici per mantenere fruibile il tutto, ma una strada l’abbiamo aperta – conclude Mercedes –.  Faremo un’associazione proprio dedicata alla cava con l’obiettivo di coinvolgere anche i pescatori che entrano non legalmente e magari le polisportive per utilizzare il lago come scuola di canoa, cosi che il lago diventi un polo attrattivo non solo per Trezzano ma anche per tutto il circondario.  Milano ha un progetto per collegare tutti i parchi e le cave ma i tempi sono lunghissimi, si parla del 2030. Mentre se la convenzione fosse pronta a breve, avremmo già attività da avviare subito».

Sono pubblicista e videomaker, ancora prima che il mio appassionante mestiere fosse definito cosi. Dal 1974, anno del primo viaggio in Africa, in Somalia, realizzo documentari su tematiche sociali, antropologiche e storiche. Ho collaborato con diverse redazioni per programmi d’informazione e cultura, attualmente video-documento tutte o quasi tutte le iniziative che accadono nel sud della città (ma anche altrove).

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