“Wednesday/Mercoledì”, ispirato alla mitica famiglia Addams

Poteva sembrare una nuova sfida “furbescamente commerciale” o un’ennesima “reunion” per nostalgici delle vecchie serie, ma quando la regia principale e la supervisione generale di otto puntate passa tra le mani di un fuoriclasse come

Poteva sembrare una nuova sfida “furbescamente commerciale” o un’ennesima “reunion” per nostalgici delle vecchie serie, ma quando la regia principale e la supervisione generale di otto puntate passa tra le mani di un fuoriclasse come Tim Burton, anche i vecchi miti del cinema ne possono uscire con qualche elemento di fascino narrativo in più. Complice anche un’evoluzione nell’uso di effetti speciali e un linguaggio in sintonia con l’America dei teen di questo primo ventennio del 2000.

Wednesday/Mercoledì” riesce a fare centro con una prima serie in bilico fra la comedy, il black humour, il fantasy di magia e ovviamente l’oscurità del genere horror, ma senza eccedere nei dettagli troppo sanguinolenti. Tipico “spin-off” della mitica famiglia Addams che questa volta si focalizza sulle avventure investigative della piccola di famiglia, “Mercoledì”, interpretata peraltro da una protagonista eccezionale come Jenna Ortega, che ha tutte le carte in regola per far parlare ancora molto di sé, al di là di un sequel già annunciato.

“Mercoledì” è una serie dal ritmo coinvolgente, ambientata centro della comunità di Jericho e precisamente in un collegio per “reietti”, vale a dire ragazzi che proprio come la protagonista con la frangetta nera e la battuta sarcastica sempre pronta, vivono una situazione di disagio causata dalla propria provenienza e il Dna da licantropi e mutanti. Sembrerebbe la solita storia per teenager in una “Hogwarts al contrario” dove fra alunni con superpoteri e presidi e insegnanti dalla doppia personalità, ci si aspetta il solito duello a suon di incantesimi e bacchette magiche.

In parte è sicuramente così e non ci stupiamo di questa voglia di accarezzare uno stile Harry Potter mai passato di moda, ma è altrettanto vero che “Mercoledì” brilli di luce propria e di uno stile “dark” che riporta a galla il Burton dei periodi migliori e di atmosfere che rimandano Sleepy Hollow (1999), uno dei tanti film di successo dell’autore californiano. L’umorismo tagliente della protagonista si accompagna inoltre molto bene e si bilancia con le stravaganze dei due genitori, interpretati in maniera egregia da Catherine Zeta Jones nel ruolo di Morticia Addams e il veterano Luis Guzman nel ruolo di un Gomez, stavolta più imbolsito ma sicuramente comico ed efficace. Interessante anche se non troppo determinante la presenza di Cristina Ricci ormai adulta e già a sua volta interprete del ruolo di “Mercoledì” negli anni ‘90, come simbolo di un legame con il passato di un soggetto che ha fatto la fortuna della Mgm, che adesso co-produce con Netflix.

Per gli amanti delle colonne sonore di Hollywood, segnaliamo la direzione tecnica del commento musicale, affidata a Danny Elfman. Una garanzia quando si cerca un mix di poesia, sinfonia e oscurità. Che restano pur sempre elementi trainanti di tutto il cinema di Burton. Attendiamo l’esito della prossima serie, sperando che il genio di Burton non ceda la mano a una squadra di mestieranti della regia.

Laureatosi nel 2001 al Dams è attualmente impegnato nel settore commerciale e logistico Italia / Estero. Teamplayer e rivendicatore della libertà di espressione fra Politica, Musica e Spettacolo. Sogna una nuova Nouvelle Vague da ricreare a Milano ascoltando una vecchia canzone anni '80 e un goal del... Milan! Citazione preferita: "Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte" (F. Truffaut).

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