WeMi.Milano.it il servizio giusto. Per tutti

Un sito e una sede fisica dove ritrovarsi. È lì che si può cercare e ottenere il servizio giusto, quello “che ti facilita la vita”. Sembra un sogno, eppure è realtà. Dalla ricerca di un

Immagine 2Un sito e una sede fisica dove ritrovarsi. È lì che si può cercare e ottenere il servizio giusto, quello “che ti facilita la vita”. Sembra un sogno, eppure è realtà. Dalla ricerca di un mediatore familiare all’agenzia di pulizie straordinarie della casa, dal supporto ai disabili alla custodia per il proprio animale domestico… Tutto questo e molto altro, lo scoprirete nel portale del Comune di Milano, lanciato a metà gennaio. L’obiettivo vero? È esattamente quello dichiarato: «Aiutare i cittadini ad affidarsi a personale qualificato ma a tariffe contenute», risponde l’assessore alle Politiche sociali, Salute e Diritti, Pierfrancesco Majorino. E non è tutto. «Da aprile, al portale si potranno inviare anche le domande per ricevere il bonus badanti, tate e baby sitter». Da pochi giorni è partita una campagna di comunicazione per far conoscere il sito web e i servizi offerti. Il testimonial? Un simpatico orsetto di peluche in cerca di aiuto. Dunque un servizio a 360°, per chi non ha problemi di reddito e per chi invece è in difficoltà economiche e ha bisogno di aiuto – assistenziale, sociale, relazionale.

«Con questo progetto che innova l’offerta di servizi nel campo del sociale − continua Majorino − il Comune diventa non più solo erogatore di servizi propri, ma si fa promotore delle opportunità della nostra città, valorizzando la collaborazione pubblico-privato e associando risorse umane ed economiche». Il Comune dà una mano ai cittadini a trovare quel che cercano, mettendoli in contatto direttamente con chi può offrire il servizio. È facile: basta consultare il sito web www.wemi.milano.it, da cui accedere a cento diversi servizi di assistenza domiciliare (anche in condivisione), fornita da personale qualificato di 58 enti del privato sociale. Assieme al sito sono stati aperti anche tre spazi in città, l’ultimo dei quali nel caffè letterario di via San Gottardo 41 (vedi articolo a lato: “Rab”: quando il caffè letteerario fa inclusione sociale) dove, mentre ci si intrattiene facendo colazione o un brunch, si trovano anche risposte e soluzioni ai problemi più disparati. Le altre due sedi sono in via Capuana 3 all’interno di Spazio Agorà e in via Trivulzio 15 all’interno del Servizio CuraMi. Un forte impulso alla realizzazione del progetto di Welfare e dello spazio di San Gottardo 41, è arrivato dall’ex CdZ5, presieduto da Aldo Ugliano. Protagonista indiscussa di questa “avventura” è stata Angela Lanzi: per cinque anni presidente della Commissione politiche sociali, Lanzi è la consigliera che ci ha creduto con tutte le sue forze, intelligenza ed energia. «Quando il Comune ha voluto coinvolgere il territorio per questa partecipazione al bando Cariplo − spiega Lanzi − ha scelto sperimentalmente due territori: le zone 5 e 8. La zona 8, perché aveva già un luogo in cui accadevano attività di carattere sociale; e la zona 5, dove non era ancora disponibile un luogo fisico ma c’era una forte attività improntata alla visione dei problemi, al tentativo di decodificarne la complessità e cercarne le soluzioni. Naturalmente l’ex CdZ ha accompagnato con un lungo lavoro questa iniziativa, che ci ha visto a confronto con tutti i partecipanti del gruppo di lavoro, composto anche da esperti del Politecnico, del dipartimento di architettura degli studi urbani, presenza fondamentale perché in grado di mostrare come i luoghi possono influenzare o meno i servizi». Anche il portale è il frutto del lavoro di un gruppo di enti uniti dal progetto “welfare di tutti”, ideato e coordinato dall’Assessorato alle Politiche sociali, capofila di altri 18 partner; tra questi il dipartimento di Design del Politecnico di Milano, che ha collaborato anche alla realizzazione del portale.

«Nel gruppo di lavoro, fin dall’inizio c’erano anche i sindaci dell’Anaci (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari − ricorda la consigliera −. È così che è stata raccolta la sfida lanciata da Cariplo. Ci siamo detti: saremo capaci di interpretare un welfare complessivo, più largo, non solo riparativo ma anche promotore di servizi che si adattano ai bisogni della società attuale? E stiamo parlando di una società non più patriarcale, in cui le persone sono spesso sole di fronte alle difficoltà e alle soluzioni. E allora cerchiamo di capire come intercettare questi bisogni, possibilmente in modo nuovo, per esempio facendo incontrare domanda e orientamento in luoghi che non sono quelli canonici, e spesso anche un po’ tristi come lo sportello della Asl».

Certamente un bar (o meglio il “Rab”) è un luogo più accattivante: «Al caffè in San Gottardo la gente viene, fa colazione, chiacchiera anche di problemi familiari, dei guai, della salute… Ecco»− spiega Angela Lanzi − «lì sono presenti gli addetti dei servizi sociali del gruppo di lavoro del “Tavolo” di zona 5, che si occupano di orientare le persone verso le risposte. Questa è una parte del grosso lavoro che fa il portale: consulti, consigli, in modo interattivo, chiunque può scrivere, fare domande, ottenere suggerimenti. Un modo di attivare la società, facendosi trovare».

Si è parlato di 18 partner che hanno affiancato l’assessorato… «Sì, tra questi, oltre al Politecnico, c’è anche la Bicocca con i professori Ceretti e Granelli, che si sono occupati di mediazione dei conflitti, perché nella società attuale – che è fatta un po’ a cellule – ci sono anche i condomini, i luoghi di incontro come i caseggiati in cui possono nascere i conflitti. Quindi welfare è anche imparare a gestire con la resilienza i conflitti prima che diventino esplosivi, turbando le vite».

Una rivoluzione culturale, insomma. «Certo – commenta Lanzi – perché cambia il modo di guardarci, interagire, rispondere ai bisogni, che come dicevo non sono più solo riparativi: “sei malato, ti curo”. Ma, capendo la complessità della vita, occorre allestire delle soluzioni, con gli strumenti che ci sono e di cui il “pubblico” finora non si era occupato. Un esempio: per la ricerca di una badante, il Pio Albergo Trivulzio ne ha tutto un elenco, con una preparazione certificata. Serve una baby sitter? Altrettanto… Ma anche attenzioni ai piccoli servizi, che vanno dal “farti la spesa o bagnarti i fiori quando non ci sei, all’acquisto di farmaci o al ritiro in tintoria”. Soluzioni che servono alla persona che è sola e non sa a chi rivolgersi. Un modo per guardare non solo alla salute fisica del cittadino bensì alla sua salute psicofisica. Un modo per rendere più sana la società e più sereni i suoi conviventi». «Del resto non si fa la rivoluzione culturale, dal punto di vista della salute, calandola dall’alto – conclude la consigliera -. Non bastano una delibera, uno studio… vanno mischiate le carte, mischiati i pareri, fatte incontrare le persone con delle soluzioni innovative, perché è la società di oggi – dove una famiglia su due a Milano è composta da una persona sola – che lo chiede. Come ripariamo a questa mancanza di collettività? Con un progetto nuovo». E questa sì che è buona politica!

Giovanna Tettamanzi

 

Cos’è il bonus badanti e tate?

Il bonus badanti, tate e baby-sitter è un contributo che si potrà ricevere in presenza di alcuni requisiti e nel rispetto di alcune condizioni: Isee familiare fino a 17mila euro, impiego di personale qualificato e in regola. Il contributo sarà di 1.500 euro, una tantum, da destinare al pagamento delle spese contrattuali. Le domande potranno essere inviate o presentate allo sportello CuraMi del Comune di Milano (www.curami.net) o tramite il portale WeMi dal prossimo mese di aprile. Per bonus badanti e tate il Comune metterà a disposizione nel 2017 circa 3 milioni di euro.

G.T.

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, blogger appassionata di cinema e teatro, talentuosa grafica e webmaster, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sfide, forte della sua estrazione umanista veste con grazia e competenza le testate digitali e su carta di Milanosud.

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