Women for Expo: le donne protagoniste della nutrizione

“Nutrire il pianeta: energia per la vita”: lo slogan di Expo vede la donna protagonista, rappresentante dell’“altra metà della terra”. Chi meglio delle donne, infatti, potrebbe gestire le risorse per nutrire il pianeta? Sulla centralità femminile,

“Nutrire il pianeta: energia per la vita”: lo slogan di Expo vede la donna protagonista, rappresentante dell’“altra metà della terra”. Chi meglio delle donne, infatti, potrebbe gestire le risorse per nutrire il pianeta? Sulla centralità femminile, circa l’auspicabile cambiamento nelle politiche della nutrizione, si è discusso all’Auditorium di Padiglione Italia di Expo, in occasione della presentazione di Women for Expo, una rete internazionale di donne. Ideata fin dal 2008, dall’intuito di Letizia Moratti, Diana Bracco, Emma Bonino, Marta Dassù e realizzata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e la Fondazione Mondadori, riunisce oggi più di 200 rappresentanze femminili da tutto il mondo, in ambito politico, culturale, artistico, scientifico, imprenditoriale, con l’obiettivo comune di promuovere un cambiamento nelle scelte alimentari, per evitare sprechi e garantire a tutti una sana alimentazione.

«Ancora oggi 800 milioni di persone soffrono la fame e ogni minuto 6 bambini con meno di 5 anni muoiono per denutrizione – ha detto Emma Bonino, presidente di Women for Expo, intervenuta alla presentazione del 6 giugno scorso -. Eppure nel mondo viene prodotta una quantità di cibo sufficiente a sfamare ogni singola persona, ma più di un terzo viene sprecata». Per citare qualche dato, nei paesi sviluppati i consumatori sprecano cibo per una quantità (220 milioni di tonnellate all’anno), all’incirca equivalente a quella del cibo che viene prodotto nell’Africa Sub-Sahariana. Un divario stridente che potrebbe essere ridimensionato se le donne diventassero “protagoniste della nutrizione”. E non solo perché la donna detiene storicamente il primato nel focolare domestico, ma perché, valorizzando le risorse organizzative e gestionali, potrebbe affrontare meglio molti problemi legati allo spreco di cibo nei paesi sviluppati e alla produzione di alimenti nei paesi in difficoltà. «Per ottenere questo – ha poi concluso Bonino – è indispensabile garantire uguali diritti alle donne, soprattutto l’accesso ai crediti, alla proprietà delle terre, agli strumenti di produzione e alla conoscenza dei mercati. Del resto rappresentano già il 43% della forza lavoro in ambito agricolo, ma sono quasi sempre relegate a lavori manuali. L’atavica considerazione delle donne “che mangiano per ultime” deve essere capovolta in nome di un maggiore riconoscimento dei ruoli produttivi e gestionali. Un modo per incentivare, soprattutto le giovani generazioni, a dedicarsi alla produttività agricola nei rispettivi Paesi». E per dare indicazioni pratiche su come procedere, ecco la Women for Expo Alliance, un manifesto di azioni concrete contro lo spreco alimentare, messo a punto da Women for Expo International in collaborazione con Fao e Programma Alimentare Mondiale, una sorta di “Carta delle donne” per fare del cibo un diritto universale. Al manifesto ha dato la sua adesione Michelle Bachelet, presidente del Cile, che ha sottolineato la necessità di realizzare un profondo cambia- mento culturale per affermare i diritti delle donne, partendo dall’educazione delle giovani generazioni.

«A rappresentare questi diritti sono più di 200 donne da tutto il mondo che hanno organizzato, nella settimana dal 29 giu- gno al 10 luglio, dibattiti, convegni, spettacoli per sensibiliz- zare l’opinione pubblica sull’importanza del ruolo della donna nel promuovere cambiamenti nelle politiche di nu- trizione del pianeta – spiega Marta Dassù, presidente esecu- tivo di Women for Expo -. È un’alleanza aperta di donne da tutto il mondo e ci aspettiamo che aderiscano anche altre associazioni, altre donne, altre ragazze».

L’inaugurazione del 29 giugno è avvenuta con il Women’s Forum Italy, organizzato dall’Associazione Imprenditrici “Va- lore D”, in collaborazione con il Women’s Forum for the Eco- nomy and Society, che riunisce i principali vertici femminili dell’economia internazionale. Nei giorni successivi, “Valore D”, in collaborazione con la Fondazione San Patrignano, ha

promosso una serie di dibattiti sul ruolo dell’agricoltura so- ciale nella soluzione dei problemi di emarginazione.
Il 30 giugno è stato rappresentato uno spettacolo teatrale sul femminicidio, scritto e diretto da Serena Dandini: donne di diversa provenienza che danno voce a un racconto imma- ginario postumo delle vittime, creando un’intensa occasione di riflessione sul tema della violenza.

Il 2 luglio ecco la presentazione del progetto “Città donna: la città ricostruita al femminile” per incentivare la creazione di spazi cittadini e ambienti rurali a misura di donna. Il 5 luglio sono state premiate le vincitrici del concorso “Progetti delle donne”, nato per valorizzare il talento femminile. Dall’8 al 10 luglio il Forum di Aspen, in collaborazione con Fao e Who, prevede una serie di incontri ed eventi per favo- rire il dialogo tra differenti culture, presentare le innovazioni nel campo della sicurezza alimentare, nutrizione, salute. La sera del 9 luglio si svolgerà il Global Dinner Women for Expo (#WeEatTogether), dove le donne di ogni Paese pre- sente a Expo porteranno i propri piatti in rappresentanza delle differenti cultura.

Infine il 10 luglio, giornata conclusiva, si terrà l’evento orga- nizzato da ActionAid Italia per celebrare il 20° anniversario della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne di Pechino, dove si discuteranno i punti cardine, firmati da 189 governi, che ancora oggi rappresentano il documento più avanzato in tema di diritti delle donne. Nell’occasione verrà annun- ciata la decisione di mantenere Women for Expo in tutte le prossime conferenze internazionali. E già si pensa a Expo 2020 a Dubai, dove la questione femminile sarà particolar- mente delicata…

Il programma completo degli eventi è pubblicato sul sito: www.we.expo2015.org.

Paola Trombetta
www.donnainsalute.it

(luglio 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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