Zone rosse: se le librerie sono aperte in quanto vendono “beni essenziali”, perché le biblioteche comunali chiuse?

Come disposto dall'ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, le biblioteche hanno chiuso tutti i servizi al pubblico dal 5 novembre al 3 dicembre. In Francia il giorno prima che entrasse in vigore il lockdown

Come disposto dall’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, le biblioteche hanno chiuso tutti i servizi al pubblico dal 5 novembre al 3 dicembre.
In Francia il giorno prima che entrasse in vigore il lockdown nazionale si è assistito a code davanti alle librerie  per fare scorte di libri e trascorrere la “lunga notte” accompagnati da vecchie e nuove “amicizie” in presenza.

In Italia, a differenza della Francia,  il libro è stato considerato un “bene essenziale” anche nelle zone rosse e le librerie non hanno chiuso. Difatti nell’allegato 23 al Dpcm “il commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati” è  inserito nelle tipologie di commercio che possono rimanere aperte anche nelle zone rosse, quelle dove si può uscire di casa solo per ragioni di comprovata necessità.

 Le librerie non sono semplici  negozi – peraltro in crisi per la forte concorrenza  da parte degli store online –, ma  hanno una clientela del tutto speciale: lettori, curiosi, bambini, studenti…  Sono infatti presidi sociali e culturali essenziali per la vita democratica del paese: ” l’Italia è cultura e la cultura e il libro possono essere il volano per la ripartenza del paese”. Lo scrivono Paolo Ambrosini, presidente dell’Associazione Librai Italiani (Ali), e Riccardo Franco Levi, il presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie). 

 

📕📕PICCOLE LIBRERIE INDIPENDENTI📕📕


Qui il servizio di consegna a casa di “libri da asporto” per grandi e piccini.

📕 Lbrisottocasa, via Conchetta, libreria itinerante a pedali nella Zona Sud di Milano  di Luca Ambrogio Santini –Tel. 339 7840144 Vai su Facebook
📕
Libri da asporto
i corriere sono finanziati dalla generosità di moltissimi editori. Sono circa 20 le librerie di Milano che hanno aderito. Libri da asporto
📕 Lapsus Caffè Libreria, Via Giuseppe Meda 38. Ha aderito a Libri da asporto. Per la consegna a casa scrivete gli ordini alla mail info@lapsusmilano.it o su Facebook.
📕Mamu Magazzino Musica, via Soave 3, strumenti musicali, libri, video sul canale YouTube  sito web 

C’è una nota stonata però

Lo  evidenzia Finestre sull’Arte, rivista online di arte antica e contemporanea: “La nota stonata riguarda però le biblioteche: le biblioteche, infatti, chiudono  in tutta Italia, dal momento che il Dpcm ha imposto la serrata di tutti i luoghi della cultura individuati dall’articolo 101 del Codice dei Beni Culturali, e le biblioteche purtroppo ricadono nei luoghi elencati dall’articolo. Ci sarà pertanto la sospensione dell’apertura al pubblico, rimane da vedere se ci saranno biblioteche che si attrezzeranno per forme di prestito che non prevedano l’apertura delle sedi”. 

 I libri sono “beni essenziali” e le biblioteche chiudono?

L’Aib-Web, l’associazione professionale dei bibliotecari italiani,  ha lanciato il suo urlo di dolore con un messaggio inviato a governo e ministri. “Come da più parti è stato ricordato, i libri sono beni essenziali, perché sono strumenti primari di apprendimento, di ricerca, di conoscenza, perché stimolano l’immaginazione e la capacità di elaborazione critica ed espressione del pensiero, perché moltiplicano le opportunità di trovare soluzioni ai problemi propri e degli altri, perché sono compagni di viaggio che aiutano a leggere il mondo oltre l’orizzonte dell’esperienza quotidiana individuale, a non sentirsi soli, ad affrontare la solitudine, le paure, le difficoltà che oggi più che mai affliggono le nostre esistenze e che rischiano di schiacciare i destini di coloro che sono fisicamente, socialmente o culturalmente più esposti”. Purtroppo lo stesso Dpcm ha disposto insieme alla chiusura di musei, mostre, teatri… anche “gli altri istituti e luoghi della cultura”, e quindi anche tutte le  biblioteche, pubbliche e private.

Qui puoi  leggere tutto il comunicato

I “libri da asporto” in biblioteca

E già, il libro è pur sempre un bene, che può essere anche da asporto. Ci hanno pensato i bibliotecari di Rovigo. Lo riporta oggi la redazione online di Finestre sull’Arte:  hanno proposto di attivare servizi di “libri da asporto”, da far funzionare come l’asporto della ristorazione. “Tutte le biblioteche italiane –scrivono i bibliotecari polesani – si sono attrezzate applicando in maniera scrupolosa tutte le misure sanitarie prescritte: ingressi contingentati, registrazione degli accessi degli utenti, punti per la sanificazione delle mani con apposito gel, utilizzo obbligatorio della mascherina, rispetto della distanza di sicurezza interpersonale, potenziamento dei servizi di prenotazione, in moltissimi casi accessi garantiti solo dietro appuntamento, e tutto al fine di evitare gli assembramenti e la presenza nei locali degli utenti per troppo tempo”.

“Così come è stato riorganizzato adottando tutte le disposizioni– continua il messaggio – il servizio di prestito risulta assimilabile a un servizio ‘da asporto’ di libri che in nulla differisce da quello concesso dal decreto ai servizi della ristorazione. Perché non concedere quindi al cittadino, oltre che un pasto ‘a portar via’ per supportare l’economia degli esercizi commerciali, anche un libro da asporto per poter affrontare meglio questa nuova ondata di pandemia che sta già provando grande parte del Paese?”

Giornalista per caso… dal 1992, per una congenita passione per la fotografia. Dalle foto ai testi il passo è breve: da riviste di viaggio e sportive ai più quotati femminili e quotidiani nazionali sui temi del mondo del lavoro. Ho progettato e gestito newsletter di palestre e centri fitness. Ora faccio parte degli intrepidi inviati di Milanosud.

Recensioni
NESSUN COMMENTO

SCRIVI UN COMMENTO