Zumbini Sei, luogo dell’abitare e risorsa per i cittadini

Nel rilancio che attualmente Milano sta vivendo grazie a Expo 2015, sono forse state perse di vista alcune realtà preesistenti che da svariati anni operano in maniera capillare e innovativa sul territorio milanese, contribuendo a

Zumbini_SeiNel rilancio che attualmente Milano sta vivendo grazie a Expo 2015, sono forse state perse di vista alcune realtà preesistenti che da svariati anni operano in maniera capillare e innovativa sul territorio milanese, contribuendo a progettualità di sviluppo cittadino, dei servizi e del sociale. Un buon esempio in questo senso è il lavoro svolto da Zumbini Sei sul tema della casa, con servizi di accoglienza e integrazione.

Immersa nel quartiere di Famagosta a pochi passi dallo Iulm, Zumbini Sei nasce nel 2005, aggiungendosi alle già molteplici iniziative della cooperativa La Cordata di cui è parte, ma si configura sin da subito come un luogo dell’abitare, nel senso più ampio.

L’obiettivo è lo stesso di 10 anni fa: creare un luogo integrato e trasversale a tutta la popolazione del quartiere, per contribuire a rendere indipendenti le persone che fanno fatica a esserlo, migliorare la qualità della vita, tema che da sempre si sposa con le esigenze del tessuto urbano e comunitario. Un luogo di incontro dove le distinzioni tra situazioni di vulnerabilità e cittadinanza non esistono, come tiene a sottolineare Paola Pagano, Cocordinatrice del progetto Zumbini Sei: «Nessuno ha un’etichetta attaccata qui».

In questo contesto l’housing sociale rappresenta il cuore delle attività che vengono proposte nei quasi 4.500 mq della grande struttura di via Zumbini. Il progetto principale prevede una residenzialità leggera per persone e famiglie in temporanea difficoltà o in situazioni di emergenza abitativa. Un’ospitalità organizzata con 40 posti letto, percorsi di riorientamento territoriale, sociale ed educativo, che accoglie una grande varietà di tipologie di utenti, dai neo-maggiorenni ai lavoratori precari, dalle disabilità fino al progetto Erin, che offre appartamenti protetti per madri e figli.

Housing sociale che si evolve e muta anche nel servizio di hotel/residence per turisti, gruppi organizzati e studenti, con ben 80 posti letto a prezzi inferiori a quelli di mercato. Una ricchezza per il territorio insomma, anche perché i servizi offerti dalla struttura sono davvero tanti e aperti a tutti. All’interno essa è organizzata in spazi comuni, un Co-working moderno di 18 postazioni, un pub ristorante, un auditorium, giardini, mercato agricolo settimanale (ogni mercoledì pomeriggio e per tutta l’estate) e ancora il Centro Famiglie&Dintorni, che offre servizi clinici, educativi e pedagogici aperti al pubblico.

Da non trascurare il futuro progetto di car-sharing pensato nei costi ai bisogni e alle disponibilità del singolo utente, con un taglio su misura.

In un paese come il nostro, troppo spesso assuefatto ai disservizi, sorge spontanea una domanda: come si realizza una struttura così poliedrica e funzionale? La prima risposta risiede nel capitale umano, uno staff di professionisti composto da un’équipe di nove operatori specializzati, oltre che di collaborazioni attivate con servizi pubblici e privati, agenzie di supporto psicoterapeutico del territorio e servizi per l’orientamento formativo e lavorativo. Altrettanto è dovuto all’esperienza decennale de La Cordata e ad uno spirito di iniziativa che guarda poco alle difficoltà burocratiche e si concentra sul fare, credendo in un nuovo approccio al welfare cittadino. Una realtà, dunque, dove si fa una vera innovazione sociale, a completamento del progetto di riqualifica territoriale della zona iniziato, a partire dal 2000, con il Villaggio Barona. Zumbini Sei è davvero approdo innovativo di idee e servizi, che guarda al domani e dove per una volta gli aspetti etici sono alla guida delle azioni e a definizione degli obiettivi. Non resta che usufruire di questa risorsa e portarci a casa un po’ di quella responsabilità sociale smarritasi nella rincorsa alla crescita urbana della città.

Andrea Borsotti

(Settembre 2015)

Laureata in Comunicazione politica e sociale, blogger e fotografa d’assalto, aggredisce la cronaca spregiudicatamente e l’html senza alcuna reverenza (e il sito talvolta ne risente), ma con la redazione è uno zuccherino. La sua passione è il popolo.

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